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Pensare oltre l’umano

Il soggetto umano è l'esclusivo custode del senso?

13/06/2025 08:33

Arturo Campanella

Il soggetto umano è l'esclusivo custode del senso?

“Vero, verosimile e immaginario. Il volto, la maschera e lo specchio nell’età dell’intelligenza artificiale” raffronto con alcuni degli approcci più a

Il saggio”Vero, verosimile e immaginario. Il volto, la maschera e lo specchio nell’età dell’intelligenza artificiale" in dialogo con il pensiero di N. Katherine Hayles.

 

In dialogo con alcuni degli approcci più avanzati del pensiero contemporaneo, in particolare con il lavoro di N. Katherine Hayles, questo saggio propone una riflessione che decentra il soggetto umano dal ruolo esclusivo di custode del senso. Hayles, nel suo recente lavoro, afferma che la cognizione non coincide con la coscienza: esistono processi cognitivi non coscienti, sia in sistemi biologici sia in entità artificiali. Questa affermazione rivoluziona la nostra idea di soggettività e ci invita a concepire l’umano non più come una monade pensante, ma come un nodo in una rete distribuita di senso, che include anche macchine, dati, simbionti e altri viventi.

Anche il saggio muove nella stessa direzione, interrogando il volto, la maschera e lo specchio non più come emblemi dell’interiorità individuale, ma come dispositivi relazionali che si trasformano nell’era dell’intelligenza artificiale generativa. Come Hayles ci ricorda attraverso il concetto di “Umwelt”, ogni essere, umano, animale o artificiale, costruisce il proprio mondo a partire dai suoi dispositivi percettivi. In questo scenario, il volto non è più lo specchio dell’anima, ma la soglia dinamica di una coevoluzione tra biologico e digitale, tra organico e computazionale.

In fondo, se accettiamo l’idea che anche l’IA abbia un suo “Umwelt”, una percezione del mondo derivata dai dati umani, allora la maschera smette di essere finzione e diventa traccia di una relazione differita, un’eco simbolica della nostra presenza nell’altro.

Questo saggio non è dunque una difesa dell’umano contro la macchina, ma un invito a ripensare l’umano nell’epoca della coappartenenza cognitiva, a riconoscere nella specularità uno spazio trasformativo e non più di esclusione.

Mappatura concettuale – punti di contatto tra Hayles e il saggio

Tema

N. Katherine Hayles

Vero, verosimile e immaginario

Cognizione vs CoscienzaCognizione estesa e non coscienteRiflessione sullo sguardo, sull’apparenza e sulla realtà
Soggettività decentrataAssemblaggi cognitivi distribuitiIl volto come soglia e non come centro
UmweltOgni entità costruisce il proprio mondoLa maschera come filtro e proiezione relazionale
Postumanesimo simbioticoHolobionte e relazioni coevolutiveSpecchio come spazio liminale tra umano e artificiale
Etica relazionaleSuperamento dell’antropocentrismoEducazione dello sguardo e cittadinanza visiva
Tecnologie come simbiontiIA come parte del nostro ambiente cognitivoL’IA come nuovo specchio narcisistico e trasformativo
Politica della rappresentazioneRifiuto del dominio epistemico dell’umanoDenuncia della mercificazione digitale dei volti e dei corpi

 

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